(S)legati

 

L’incredibile storia vera degli alpinisti Joe Simpson e Simon Yates. 

Tratto dal best seller "La Morte sospesa" (S)legati è la storia di un sogno ambizioso: essere i primi al mondo a scalare la parete ovest del Siula Grande.

Ma è anche la storia di un amicizia, e della corda che, durante quella terribile impresa, lega i giovani ragazzi e che mette la vita dell’uno nelle mani dell’altro. Come sempre avviene in montagna

C’è  una cima da raggiungere. 

C’è la estenuante conquista della vetta. 

C’è la gioia dell’impresa riuscita.

E poi, quando il peggio è passato, e la strada è ormai in discesa, c’è la vita, che fa lo sgambetto: Joe durante una banale manovra si rompe una gamba.

Da quel momento in poi, tutto cambia. L’impresa diventa riuscire a tornare vivi: a 5.800 metri, la minima frattura si può trasformare in una condanna a morte, i due ragazzi ne sono consapevoli, ma nonostante le condizioni disperate tentano un operazione di soccorso.

Tutto sembra funzionare finché, proprio quando le difficoltà paiono superate, ecco  un altro imprevisto, questa volta fatale: e c’è allora  il gesto, quel gesto che nessun alpinista vorrebbe mai trovarsi obbligato a fare: Simon è costretto a tagliare la corda che lo lega al compagno. Un gesto che separa le loro sorti unite. Che ne (s)lega i destini per sempre. 

Quell’atto estremo però salverà la vita a entrambi: tutti e due, riusciranno a tornare vivi al campo base. E a ritrovarsi insperatamente lì dopo 4 giorni.

(S)legati è la storia di un miracolo. Di un avventura al di là dei limiti umani. 

Ed è al contempo una metafora: delle relazioni, tutte, dei legami. La montagna diventa la metafora del momento in cui la relazione è portata al limite estremo, in cui la verità prende forma, ti mette alle strette e ti costringe a “tagliare”, a fare quel gesto che sempre ci appare così violento e terribile, ma che invece, a volte, è l’unico gesto necessario alla vita di entrambi.